mercoledì 7 gennaio 2015

La coda dell'Uroboro (1/5)




L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo
capovolta e tu con essa, granello nella polvere.
Friedrich Nietzsche - La gaia scienza

Queste pagine le ho scritte io?
Che delusione!
Sono inutili, completamente inutili.
Addio montagne di soldi, addio nuovo appartamento, addio operazione alla gamba, addio nuova vita e, soprattutto, addio sogni di gloria.
Va tutto in malora, anche i Rolling Stones.
Perché proprio Brian Jones?
Perché lui?
Cosa saranno gli Stones senza di lui?
Che ne sarà di me senza la scrittura?
Non è falsa modestia, credimi.
Ascolta, ti leggo qualche riga.
Non conosciamo quale motivo spinga il serpente ad abbandonare la sua strada, il suo scopo, la sua caccia. Sappiamo soltanto che a volte, quasi a voler simboleggiare il cerchio perfetto che è l’esistenza, il corpo della serpe s’avvolge su sè stesso, prendendosi gioco del tempo e della materia.
Ebbene? Significati? Non pervenuti.
Questa è soltanto prosa modellata dall’hashish pakistano. Quella roba era davvero buona, te lo posso garantire.
Sai, a me non importa che questa umanità di merda abbia camminato sulla luna qualche giorno fa e che qui, sulla Terra, la gente continui a morire, i pazzi non smettano di piazzare bombe sui treni e la polizia non perda il vizio di spaccare teste alla prima occasione. A che serve un libro in più, brutto per giunta, in un mondo come questo?
Amen.
Maria, perché sei scappata con quel Tommaso?
Puttana.
Brian Jones, perché ci hai abbandonato?
Guarda la dedica, Maria!
Trecento e più pagine tutte per te. Giorgio blabla, il titolo e poi la dedica.
A Maria, parte di me.
Tommaso, bastardo, hai amputato una parte di me.
Ti avrei regalato tutte le copie di questo inutile libro, Maria.
Tutte quante.
Tutte per te.
Caro manoscritto, questa è l’ultima mattina d’alcol e di fumo che mi concedo. Credo che sia giunto il tuo momento.
Giorgio si occuperà di te.
Oh, sì. Puoi starne certo.
Non mi fregherai anche stavolta.
Non riuscirai a strisciare fino alla libreria e non otterrai l’ennesima grazia.
Devo fare in modo che il mio prossimo deragliamento emotivo non mi porti fra le tue pagine piene di ricordi.
Questa volta non la passerai liscia.
La vedi?
La vasca, laggiù in bagno.
Andiamo.
Spero che tu riesca a morire con la dignità che non hai mai avuto. Spero che tu riesca a trapassare senza farmi ancora del male.
Ecco qui.
Fiamme, che splendida visione!
Solo fiamme per te, manoscritto.
Adoro l’odore di carta bruciata la mattina.
La Coda dell’Uroboro, di Giorgio Nonsaràmainessuno.
Brucia!
Brucia nella vasca da bagno, la tomba perfetta per trecentoventi pagine fra le più inutili mai scritte.
La tomba perfetta per Maria, Tommaso e tutte le bugie.
Brucia!
Brucia dedica, brucia Maria, bruciate capitoli!
Il calore della vostra fine riscalda la mia insoddisfazione.

Potere del fuoco.

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