mercoledì 21 gennaio 2015

La posta del cuore di Sun Tzu



L'amore è bello.

A prima vista, potrebbe sembrare la solita dichiarazione di melenso romanticismo; davvero non da me.
Ma io, da bravo ex studente di liceo scientifico, quale sono stato, lo leggo alla latina, un po’ come Giàsone invece di Giasòne.

Amor est bellum. 
L’amore è guerra.

E se state puntando il dito per gridare «Al cinico!», sappiate che non sono io a dirlo. Lo scrive Miguel de Cervantes nel suo Don Chisciotte della Mancia:

“…advertid que el amor y la guerra son una misma cosa, y así como en la guerra es cosa lícita y acostumbrada usar de ardides y estratagemas para vencer al enemigo, así en las contiendas y competencias amorosas…”

Un conflitto di inganni e sotterfugi.

Lo ribadisce Ovidio, nella sua Ars amatoria, consigliandoci:

"Fallite fallentes!"

Ce ne dà conferma Francis Edward Smedley che, con il suo ormai celebre “All is fair in love and war”, non concede alcuno spazio ai giochi di parole.

D’altra parte, Marte e Venere sono imparentati, e non disprezzano l’infrattarsi ogni tanto, come Lannister dell’Olimpo; c’è consonanza tra Ares e Eros e la distanza tra “amare” e “armare” è di una sola lettera.
Quindi al diavolo i vari Casanova e Don Giovanni; in amore, meglio attingere dritto alla fonte originale del sapere: la posta del cuore di Sun Tzu.

Sun Tzu disse: « Conoscere l’altro e sé stessi – cento battaglie senza rischi; non conoscere l’altro, e conoscere sé stessi – per ogni vittoria, si otterrà anche una sconfitta; non conoscere l’altro, né sé stessi – in ogni battaglia, si andrà incontro a una disfatta sicura».

Ho sempre pensato che fosse un ottimo punto di partenza. Una volta sicuri su ciò che si vuole, lavorare di intelligence: fare domande, ascoltare, osservare, chiacchierare del più e del meno, a lungo; assorbire ogni dettaglio della persona desiderata, in modo da dire la cosa giusta, nel modo giusto, trovare la battuta che la faccia ridere, proporle un’attività che la coinvolga; trovare i punti in comune e fare leva su quelli, imparando nel frattempo ad adattarsi alle differenze.

Sun Tzu disse: « Combattere e conquistare, riportando cento vittorie, non corrisponde a l'eccellenza suprema. L’eccellenza suprema consiste in annientare la resistenza del nemico, senza combattere».

Non sono mai stato un corteggiatore aggressivo. Il mio più grande successo, l’ho ottenuto dopo un anno di piccole trappole, insignificanti all’apparenza, ma piazzate a dovere; pensieri, gesti di una gentilezza squisita, frasi ad effetto. Fu una perfetta strategia di accerchiamento, mai un attacco frontale; quando infine si rese conto di ciò che stava succedendo, era ormai troppo tardi: ci tenevamo per mano e le chiesi se potessi baciarla. Rispose di sì.
Certo, poi la cosa finì in vacca. Ma quella è un’altra storia.

Sun Tzu disse:« L’Arte della Guerra è di vitale importanza per lo Stato; è una questione di vita o di morte, la via per la salvezza o la rovina. È dunque necessario ponderare le azioni militari con grande attenzione».

Non abbassare lo sguardo. E sorridi. Perché se esiti, anche solo per un istante, sei fuori. Game Over.

« Ma come? Che fine ha fatto la strategia?» mi chiede Sun Tzu, con la confusione negli occhi.
E già, caro maestro, ormai siamo campioni di Go nel mondo dell’Advanced Warfare. L’amore non è più una guerra, è un regolamento di conti; fare colpo è diventato uno stallo alla messicana, un duello all’O.K. Corral: pochi secondi, uno scambio di sguardi e bang!
Shot through the heart in the blink of an eye
Come cantano i Manowar.
E se non sei abbastanza rapido per piazzare in tempo le dita sul grilletto, allora sei fregato, e rimani solo a lucidare la canna del fucile.
Siamo diventati militi ignoti e ignoranti? Goffi come la cavalleria polacca, che carica contro le divisioni panzer naziste? Obsoleti scacciacani che mirano a cuori in kevlar, a prova di proiettile?

I am a bomb. You have just armed me.

Siamo bombe ad orologeria tu ed io, Sun Tzu: se ci lasciassero tempo a sufficienza, travolgeremmo chiunque con la nostra esplosione; invece meglio le armi automatiche, brevi raffiche alla cieca, sulla folla, e que sera sera. C4 e due di picche. 
Yippie ki-yay motherfucker.
Ma Sun Tzu non si arrende, mi mette le mani sulle spalle e, fissandomi dritto negli occhi mi dice: 
« L’acqua plasma il proprio corso in base al terreno su cui scorre; il soldato comprende come vincere in relazione al nemico che sta affrontando».
E così, eccoci qua, veterani ancora in prima linea a seguire il suggerimento dei Bulletfor my Valentine
Di nuovo, romanticismo e pallottole.

scream! aim! fire!

L’amore è bello.

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