sabato 14 febbraio 2015

L'assioma di Riemann



Quando le chiesi se potessi baciarla, mi rispose:
«Stai scherzando?»
La mia espressione si fece serissima.
«Ho forse la fama di persona facile all'umorismo?»
Ghignò.
Aveva raccolto il mio guanto di sfida.
«Lascia che ti spieghi» mi disse «Tu ed io siamo come due rette parallele: viaggeremo sempre fianco a fianco, ma non ci toccheremo mai».
«Ne sei sicura?» chiesi.
«Nel modo più assoluto».
«Nessun dubbio? Che so, un ripensamento dell'ultimo minuto?»
«Nessuno».
Sospirai, guardandomi intorno.
«Eh...già, già, già. E così, la Terra è piatta» gliela buttai lì, con nonchalance, come se stessi parlando delle mezze stagioni.
Lei, colta alla sprovvista, inarcò le sopracciglia.
«Come scusa?»
«Niente. Enunciavo un dato di fatto. La Terra è piatta».
«Se è una battuta, non l'ho capita».
«No no, sono serissimo. Perché? Non sei d'accordo?»
«Certo che no».
«Dissenti?»
«Con tutta me stessa».
«Mi stai dicendo che non viviamo su un piano?»
Fece spallucce, guardandomi come se fossi all'improvviso impazzito.
«Ma certo che no!»
Palesai sincero sconcerto.
«Non mi starai dicendo che la Terra è tonda?»
«Un geoide, per essere precisi».
«Quindi, mi stai dicendo che dovremmo adottare una prospettiva geometrica non euclidea?»
«Mais bonsoir, monsieur de La Palice!»
«Ma sai cosa afferma l'Assioma di Riemann?»
«Illuminami».
«"Due rette qualsiasi di un piano hanno sempre un punto in comune"».
«Cioè?»
«Cioè: in uno spazio sferico, mia cara, non esistono rette parallele».
Rimase ammutolita per tre interi respiri.
Li contai.
Infine mi sorrise.
«Che scemo».
Era bellissima.

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