sabato 28 marzo 2015

Gangster

Frank ha un problema. 
Un altro problema. 
In una vita di alti e bassi, il bilancio annuale si sta chiudendo con un netto attivo di bassi.
Molto bassi.
Diciamo pure sotto le scarpe.
L'esistenza di Frank Sartori è diventata un mozzicone di sigaretta, schiacciato con indifferenza dal tacco a spillo della Storia e lasciato a marcire in questa pozzanghera bituminosa che chiamano città. 
Prima la sua donna, Gwen, gli sputa in faccia un ultimatum.
«O me, o i Doria».
Frank non risponde, e lei se ne va sbattendogli in faccia la porta.
Poi il messaggio di Clarque, consigliori di don Aureliano. 
«Martedì mattina alla clinica Santa Caterina per il perk oculare. Abbiamo trovato i chip retinici, roba koreana non tracciabile. Vengo a trovarti durante la convalescenza. In bocca al lupo».
Lupo, lupo, che occhi grandi che hai.
Ma è solo al risveglio, dopo un sonno anestetico, che l'incubo di Frank ha davvero inizio. 


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