sabato 28 marzo 2015

Salieri

Immobile. La pistola di Salieri puntata dritto in mezzo agli occhi. Devo distrarlo, farlo parlare.
«Mi dica, maestro, ha davvero usato il veleno? Un modo davvero vigliacco di uccidere».
«Silenzio. SILENZIO!» grida l'italiano, con voce stridula «Non potete capire. Nessuno può. Chinate il capo e adorate il genio musicale, ma quell'inetto, da solo, non era in grado neanche di allacciarsi le scarpe. Mi rassegnai alla consapevolezza di non poterlo eguagliare neanche in mille anni, ma quando fece irruzione nelle mie stanze, mezzo nudo, con in mano un cestino di dolciumi -ehi Antonio guarda! Mi hanno dedicato dei cioccolatini! Li ho chiamati Palle di Mozart. Vuoi succhiarne una?- mi decisi.
Dovevo farlo fuori. Subito».


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