martedì 17 marzo 2015

Lysergsäurediethylamid



«La prego, dichiari il proprio nome completo. Per il verbale».
«Klarmills. Dottor Arthur Reginald Klarmills. Ma tutti mi chiamano Reggie».

Era stato chiesto alla commissione di indagine di mantenere un atteggiamento imparziale durante le udienze; di sospendere il proprio giudizio fino alla fine dell'inchiesta. Nonostante ciò, a chiunque sarebbe bastata una sola occhiata per capire che tipo di persona fosse il dottor Klarmills: un maledetto hippy.
Sandali, un paio di aderenti jeans sdruciti, maglietta dei Grateful Dead; portava un paio di occhialini rotondi, e una folta barba rossiccia che gli nascondeva quasi del tutto il collo; i lunghi capelli castani, che scendevano fino a metà della schiena, erano acconciati in una treccia, fermata da un elastico fluorescente. Era tenuto in custodia da già tre giorni, ma indossava ancora il camice bianco, come se fosse stato appena prelevato dal proprio laboratorio.

«Dottor Klarmills, potrebbe spiegare ai membri di questa commissione quale fosse il suo ruolo all'interno del progetto Olympos Mons?»
Reggie si guardò intorno, facendo una panoramica sulla schiera di tristi burocrati che lo stavano interrogando; aveva un forte prurito alle mani e non riusciva a fare a meno di torcersi con violenza le dita: «Non credo mi sia concesso fornirvi questo tipo di informazioni» rispose.
Uno degli inquisitori avvicinò la bocca carnosa al microfono: «Dottor Klarmills, data la gravità della situazione, le assicuro che ogni singola persona presente in quest'aula è dotata di un'autorizzazione di livello abbastanza alto da ascoltare ciò che ha da dirci. Siamo stati scelti dal Presidente in persona per svolgere questo compito».
Reggie sospirò, odiava tutte quelle stronzate sulla segretezza e le gerarchie: «Sono un neurochimico; responsabile di laboratorio e addetto alla preparazione degli stimolanti».
«E vorrebbe illustrare i motivi per cui un chimico, un neurochimico, avrebbe dovuto partecipare a un progetto top secret di astrofisica?»
«Billy Bob, il dottor Darsen, era riuscito a isolare dal rumore di fondo dell'universo un pattern, dimostrando con assoluta certezza la provenienza dal pianeta Marte e la sua natura non casuale. Si trattava di uno specifico segnale. Di un messaggio». Reggie fece una pausa, versandosi dalla caraffa di vetro un po' dell'acqua a sua disposizione. Mandò giù un paio di rapidi sorsi e riprese a raccontare: «Quello che non riusciva a fare, era trovare una struttura, una sintassi, una chiave interpretativa che gli permettesse di accedere al contenuto. Si avvalse della consulenza di matematici, di crittografi ed esperti del linguaggio, ma senza ottenere alcun risultato». Lo scienziato stese le gambe sotto il tavolo da interrogatorio e si riassestò sulla scomoda sedia di legno: «La svolta ci fu una domenica pomeriggio: Janis, la moglie di Billy Bob, era in visita al laboratorio con Gregory, il loro figlio affetto da autismo; quando Darsen fece partire la registrazione del segnale, il bambino iniziò a recitare come in trance il messaggio del presidente Carter e i saluti nelle cinquantacinque lingue registrati sui dischi delle sonde Voyager».
«Vada avanti».
«Fu solo allora che Darsen mi contattò: si era convinto che la trasmissione marziana fosse già in chiaro e che, per comprenderla appieno, fosse necessaria una condizione neurologica particolare, inducibile mediante la somministrazione di composti chimici. Sperimentammo un ampia gamma di sostanze fino a trovare quella giusta: un particolare isomero della dietilammide-25 dell'acido lisergico».
La commissione cominciò a mormorare stupefatta; una signora grassa, con la permanente prese la parola: «Sta forse affermando che il vostro gruppo di ricerca lavorava per il Governo degli Stati Uniti sotto l'effetto di LSD?»
Reggie si aggiustò gli occhiali sul naso, il sudore continuava a farglieli scivolare:«Si trattava di una molecola molto simile dal punto di vista strutturale, ma assai più complessa da sintetizzare. E molto, molto più potente».
«Ma tutto ciò è inaudito!»
«Il nostro referente dell'intelligence ne era a conoscenza, e non ha mai sollevato obiezioni. Non solo eravamo entrati in contatto con forme di vita extraterrestri: assumendo il mio stimolante, Darsen e il suo team era in grado di comunicare in tempo reale con Marte. E, incredibile a dirsi, i marziani si dimostrarono benevoli nei nostri confronti: ci avevano osservato per secoli e infine avevano deciso fosse giunto il momento opportuno per intervenire in favore non solo dell'umanità, ma del popolo americano in particolare!»
Un inquirente paonazzo s'intromise nel resoconto:«Tutto ciò è follia! Pura follia! Siamo forse qui riuniti per ascoltare i deliri di un pazzo? Di un drogato? Lei ci sta parlando di fantascienza e omini verdi! Come possiamo credere che non si stia inventando tutto di sana pianta?»
«Perché» rispose Reggie «tra le mille domande che potevamo porre a un popolo superiore dal punto di vista tecnologico, quesiti sulla medicina, sull'ecologia, sull'energetica, il governo ci obbligò a interrogarli sulla disposizione delle truppe sovietiche! Tra tutte le possibilità che avevamo, abbiamo cercato di reclutarli come spie! E, nonostante la meschinità di tale comportamento, i marziani ci hanno accontentato, fornendoci per anni informazioni vitali sui piani di Mosca. Se non credete a me, chiedete alla CIA: i loro più grandi successi degli ultimi quindici anni li devono solo al progetto Olympos Mons».
Il presidente di commissione riprese la parola:«Su questo, posso confermare, il dottore ha ragione. Ma procediamo, perché ci stiamo avvicinando al punto cruciale dell'inchiesta: dottor Klarmills, oltre a contributi vitali per contrastare la minaccia comunista, i membri partecipanti ai, definiamoli colloqui, con i marziani, riportavano anche informazioni di altro tipo?»
«Esatto. Negli ultimi cinque anni, oltre a rispondere alle nostre pressanti richieste sull'URSS, i nostri alleati sul Pianeta Rosso iniziarono ad avvisarci su un pericolo ben più grande, una minaccia proveniente dallo spazio profondo. La quantità di nozioni e il crescente senso di urgenza che questo nuovo argomento introduceva con prepotenza durante i nostri colloqui, ci convinse ben presto a informare i rappresentanti governativi, suggerendo loro alcune strategie che, sebbene ci avrebbero indebolito in ambito di politica mondiale, sarebbero risultate salvifiche nell'ora più nera della storia del nostro pianeta. E per fortuna, per una volta, i politici ci hanno dato ascolto».
Un militare, fisico massiccio e capelli color acciaio si alzò di scatto dal proprio seggio, picchiando il pugno contro il tavolo:«Fortuna? Quale fortuna? Lei è un criminale! Un traditore! Darsen e la sua cricca di fricchettoni filo-sovietici hanno messo in ginocchio questo nobile paese! I vostri deliri da fattoni ci hanno indebolito! Ormai siamo una barzelletta diplomatica, economica e militare!»
Il presidente di commissione fu obbligato a intervenire:«La prego generale, si calmi, o sarò costretto a farla allontanare dall'aula».
Reggie si ringalluzzì:«Ecco, bravo soldatino, stai al tuo posto. Quando Billy Bob e gli altri torneranno sulla Terra con le ultime informazioni che ci servono, salvando così il tuo flaccido culo borghese dai Camminatori dell'Abisso, striscerai ai nostri piedi chiedendo scusa!»
Fu di nuovo il generale a ribattere:«Tornare? Tornare da dove? A parte lei, dottor Klarmills, l'intero team del progetto Olympos Mons è stato trovato morto qualche giorno fa nel vostro laboratorio di ricerca!»
Reggie non riusciva a capire. Ma di cosa stavano parlando?
«Morti? Ma no, cosa dite? Sono in trance. Le loro coscienze sono trascese su Marte per recuperare l'arma definitiva contro i Camminatori. Tra breve, saranno di ritorno».
Il presidente di commissione sospirò:«Mi spiace contraddirla, dottor Klarmills, ma il generale Folsenberg ha ragione. Tutti i suoi colleghi sono morti di overdose: secondo il referto autoptico, lei ha somministrato una dose mortale di droga sintetica a ognuno di loro. Può fornirci qualche spiegazione in proposito?»
«Ma certo. L'aumento di dosaggio è servito a favorire il superamento delle barriere ergoniche della psiche, così che i loro intelletti potessero viaggiare in armonia verso la stazione marziana di destinazione. Date un'occhiata alle registrazioni video: prima di partire, tutti hanno partecipato a un briefing in cui è stata spiegata l'operazione nei minimi dettagli».
«In realtà, dottore, le videocamere di sorveglianza mostrano soltanto lei mentre anestetizza l'intero staff, lo raduna nel laboratorio e procede con le iniezioni letali. Possiamo mostrargliele, se desidera, ma le anticipo che non è uno spettacolo piacevole».
Gli occhiali di Reggie stavano scivolando, di nuovo; aveva caldo e il sudore iniziava a colargli copioso sotto le ascelle:«Deve trattarsi di un tranello. Una trappola! Sono i Camminatori, hanno dato il via alla loro offensiva. Andate a leggervi i rapporti precedenti! Avevamo previsto tutto questo!»
«Dottor Klarmills, abbiamo setacciato i laboratori da cima a fondo e non abbiamo trovato traccia di alcun rapporto, dato o registrazione riguardante i colloqui su questi fantomatici Camminatori dell'Abisso. Potrebbe indicarci con precisione la loro ubicazione?»
«È una trappola! Non capite? È una trappola!»
«Guardie, sedatelo. Facciamo una pausa di mezz'ora».

«Come procede con l'operazione Camminatori dell'Abisso
«Un successo, un vero trionfo. I nostri agenti psionici sono riusciti a entrare in contatto con alcune menti deboli all'interno di una struttura scientifica di massima sicurezza e a convincerle, a loro insaputa, a lavorare per noi».
«Mi è stato riferito, però, che alcune informazioni di massimo livello sono state trafugate e che gli americani sono stati avvisati».
«Purtroppo è vero».
«Mmm. Ciò è male. Molto male».
«È stato un sacrificio necessario. Grazie ad esso, gli Stati Uniti d'America, il più grande ostacolo alla nostra conquista del pianeta, non ci considerano più una vera e propria minaccia; quando colpiremo, saranno del tutto impreparati».
«Eccellente. Procediamo con l'offensiva Alba Rossa».
«Da, tovarish».

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