domenica 8 marzo 2015

Mimosa OOPArt



Scrivere qualcosa di originale sull'8 Marzo è davvero difficile.
Ormai è diventata una di quelle feste che hanno venduto l'anima per diventare immortali bukkake consumistici, alla stregua dello spirito natalizio (spostato ormai ai primi di Novembre, subito dopo la scorpacciata di Halloween) e San Valentino, festa degli innamorati (tutta invidia, la mia): se rimani un entusiasta, sei banale; se ti atteggi ad alternativo e le osteggi, risulti comunque un clichè.

Per capirci, pure le foto di Al Capone e del Grinch hanno rotto.
Io proporrei di fare a queste ricorrenze ciò che Watchmen di Alan Moore ha fatto ai supereroi: profaniamole, decostruiamole, appesantiamole con un carico di angoscia esistenziale che, celebrandole, produca sofferenza e, con essa, catarsi.
Quindi, da che parte stai?
Sei maschilista? 
Femminista?
Ma che ne so.
Di sicuro non me ne vado in giro come un barbaro cimmero in perizoma animalier peloso, in puro stile Manowar, a cantare woman, be may slave; ma neanche mi metto a bruciare reggiseni  per strada (che, tra l'altro, è una leggenda metropolitana) urlando "sessista!" a Super Mario Bros, solo perché è un idraulico baffuto a dover salvare la principessa in pericolo.
Io, i reggiseni, è già tanto se mi ricordo come si slacciano.



Ma almeno sei rispettoso nei confronti delle donne?
La verità. No.
Almeno, non sono più irrispettoso di quanto lo sia con gli altri uomini.
O con gli anziani.
I bambini.
Le gestanti.
Varie minoranze.
E maggioranze.
Insomma, nel mio oltraggiare il prossimo, posso dire di essere abbastanza equo.
Io rispetto i singoli individui, e mai le categorie.
Perché sono convinto che il rispetto, non il mio, che non vale nulla, parlo in generale, vada guadagnato, e non sprecato per gli stupidi.
E gli stupidi sono una piaga trasversale che non fa distinzioni di etichetta.

Quindi di cosa potrei parlare, visto che si tratta proprio di una festa che erige un muro, distinguendo maschi contro femmine (manco fossimo ancora alle elementari)?
Della fabbrica di camicie Cottons.
Io ho sempre pensato, e non ricordo chi me lo avesse spiegato (ma ho da poco scoperto che in molti non conoscevano il fatto, primo tra tutti il Buon Benny), che si fosse scelto l'8 Marzo come giorno per celebrare la Festa della Donna per ricordare un gruppo di operaie tessili, morte nei primi del Novecento durante l'incendio della fabbrica in cui lavoravano: stavano scioperando e quello stronzo del padrone le chiuse dentro e appiccò il fuoco (con il senno di poi, in effetti, non ha molto senso).
E secondo voi, cercando informazioni per scrivere questo post, non vengo forse a scoprire che si tratta di una bufala?
Un falso storico.
Come il Duomo di Milano.
Che non è vero gotico, è rinascimentale.
Come i Protocolli dei Savi di Sion.
Come l'inutilità delle cariche di cavalleria polacca contro l'invasione tedesca nel Settembre del '39.
Ecco, diciamo le cose come stanno: le cariche sono vere, furono sedici, di cui la maggior parte ebbe successo, e nessuna fu diretta contro dei carri armati.
Complimenti, anche voi avete creduto alla propaganda nazista.

Quindi, il messaggio di amore universale che voglio trasmettere con questo post è: a questo punto da domani, 9 Marzo, iniziamo a celebrare la Giornata Internazionale delle Cariche di Cavalleria Polacca.

E se non sapete cosa sia Watchmen, siete delle brutte, brutte persone.

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