venerdì 24 aprile 2015

Segni

«Allora, le hai chiesto di uscire?»
Mmm, no. Non l'avevo fatto.
Buttai giù il caffè, per prendere tempo: era caldo, bollente; la lingua scottata avrebbe dolorato per il resto della giornata.
Lei sgamò subito il mio bluff.
Tanto per cambiare.
«Ma cosa è successo?»
C'era una spiegazione, ma aveva senso solo nella mia testa.
«Segni».
«Segni? Che vuol dire segni
Una ragazza in lacrime seduta sulla panchina; l'imbarazzo di un incontro casuale; occhi indifferenti e un casto bacio sulla guancia.
Una telefonata al proprio personal trainer.
«La città è tornata a parlarmi come un tempo. E mi ha fatto intendere che non era il caso».
«Tu sei strano, lo sai vero? Comunque: oggi ho un colloquio con la nuova tesista, vuoi venire anche tu?»
Sorrisi.
La mia risposta ammiccava sul fondo della tazzina.



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