sabato 11 aprile 2015

Bruciapelo



Mi basterebbe dire improvvisamente per risolverla in fretta ma, ragazzo, siamo in guerra contro i maledetti avverbi e, per spiegartelo, dovrò porre la questione in termini che siano di facile comprensione anche a un paio di occhi spaventati come i tuoi. 
Per questo, useremo i colori.

Se ti dico di punto in bianco, vuol dire che un'ondata di quei dannati modificatori semantici sta caricando verso la nostra casamatta e che non c'è tempo da perdere: l'artiglieria deve sparare subito, senza elevazione; una linea di fuoco orizzontale con il dispositivo di mira impostato sullo zero, che non lo vedi, perché è l'unica posizione non contraddistinta da un numero, lasciata, appunto, in bianco.

Ma se si tratta degli Inglesi, non è un attacco di terra; loro giungono dal cielo: in questo caso, il bianco delle nuvole sono zeppelin che ci bombardano dall'alto, mirando alla tua morte; e se un attimo prima il cielo azzurro era sgombro e terso, adesso piovono smitragliate di chitarre e rullanti.
Se vuoi salvare la pelle, ragazzo, ascolta il mio consiglio: non perderti in vuoti giri di parole e abbrevia l'allarme out of the clear blue sky con un più rapido out of the blue.

Lo so, sei confuso, preso alla sprovvista.
La parlantina paralizzata sulla lingua secca, come una preda davanti al fucile del cacciatore.
Lascia allora che aggiunga un'ultima sfumatura, più calda; un tocco di rosso, la rosa di fuoco che fuoriesce dalla canna della carabina.
Così vicina da abbrustolirti il folto manto.
A bruciapelo.

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