venerdì 17 aprile 2015

Cartoline

Continuavo a riceverne. Le mandava da ogni angolo del globo. E quelle occupavano pareti, armadi, muri. Mi chiedevo perché insistesse a torturarmi ricordandomi ogni mese dove avrei potuto essere adesso. Americhe, Africa, Asia, Europa del nord. Lei era là. In viaggio. In continuo movimento. E io qui, a cercare l’ultima puntina, il nuovo rotolino di scotch per attaccare al muro le prove di ciò che ci aveva diviso. Il suo nomadismo ossessivo.


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