lunedì 20 aprile 2015

Diapositive della gita a Cartoonia



Free hugs.
Che splendida invenzione.

Ieri, domenica 19 Aprile, sono andato al Torino Comics con il Buon Benny, le cui nozioni fumettistiche si possono riassumere in:
  • Alan Moore (Watchmen, The League of Extraordinary Gentlemen)
  • Le cronache di Wormwood di Garth Ennis
  • Sandman di Neil Gaiman
  • Paperino
  • Misato Katsuragi (attenzione, non Neon Genesis Evangelion, SOLO Misato Katsuragi)
Per tutto il resto, hic sunt leones.

Sveglia alle sette, in stazione che è appena giorno; i partecipanti alla fiera li riconosci subito: sono gli unici adolescenti, o giovani ventenni che, di domenica, sono in piedi e pimpanti ad aspettare il treno delle otto e dieci.
Per fortuna, il centro di Torino appare ancora deserto: in via dell'Arsenale m'imbatto un gruppo di Templari, con tanto di tuniche e mantelli crociati, e mi domando se si stiano recando all'ostensione della Sindone o se facciano parte di un gruppo di cosplayers a tema Assassin's Creed.
In metro non c'è nessuno; il Buon arriva a piedi da casa in perfetto orario, e ai cancelli del Lingotto hanno aperto ben otto biglietterie su dieci, riducendo al minimo i tempi di attesa per entrare.
Lo ammetto, i miei timori da paranoico sono rimasti del tutto delusi. Cento punti a Torino Comics (Benny, questa è una citazione da Harry Potter).
Siamo subito dentro e, per festeggiare, inauguriamo le maschere con un selfie che in molti hanno osato definire creepy.

Selfie scriptomantico
È davvero presto e, tra espositori che stanno ancora rimuovendo dagli stand i teli di nylon giustapposti a proteggere la mercanzia, per le corsie non si aggira quasi nessuno: noi, alcuni collezionisti hardcore in cerca di quelle fugaci occasioni che si possono trovare solo a pochi minuti dall'apertura e un nugolo di avvenenti fanciulle trolley munite che sciama verso una struttura, difesa dai corpi armati della Umbrella Corporation, che porta il nome di camerino femminile.
Decidiamo quindi di approfittare della calma, che ci circonderà ancora per poco, per scattare qualche foto scema presso i cartonati dell'area fantasy.



Mentre Benny il Grigio intima agli sciocchi hobbit di fuggire, il sottoscritto si gode la sensazione di essere khaleesi, anche se solo per pochi istanti. Peccato che non ci fossero i buchi per le mani; in onore di Woody Allen mi sarei toccato volentieri le tette.


Dato il mio amore smodato per Martin e le sue Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, non ho resistito e ho dovuto esibire anche una posa badass sul Trono di Spade.
Like a boss.
Nel frattempo Benny veniva arrestato da un paio di Nazgûl e portato in catene a Mordor.


Dopo averlo recuperato al guardaroba di Barad-dûr, in compagnia di un labrador e di un bambino di sei anni che si era allontanato dai genitori, noi Scriptomanti proseguiamo l'esplorazione dell'ampio padiglione, sguisciando tra illustratori incatenati ai tavoli a produrre disegnetti su commissione (non sappiamo bene perché, ma entrambi abbiamo rivolto un silenzioso omaggio a Zerocalcare); bancarelle di katane, spadoni e altre lame il cui design strizza con malizia l'occhio ai tamarri e ai bimbiminkia brufolosi; postazioni dal nome troppo accattivante: chi mai avrebbe sospettato che un'associazione di rievocazioni storiche potesse chiamarsi Medioevo?
E poi fucili da softair, mimetiche da softair, altre spade, bersagli da softair. Ci sorge il dubbio che Torino Comics sia in realtà una convention di mercanti d'armi sotto mentite spoglie.
Ma chissenefrega dell'etica quando, passeggiando tra l'esplosione di un raudo anti-zombie e una granata fumogena, ci si avvicina il primo fan?


Un folle, senza ombra di dubbio: perché il suo approccio non è «Ehi ragazzi! Che belle maschere. Ci facciamo una foto insieme?», quanto piuttosto mi avvicino in silenzio e ti fisso a pochi centimetri dalla faccia.
Salutiamo Michael Meyers, che ci segue sempre con grande affetto. 
Tra l'altro, ha voluto immortalare il momento, ma se n'è andato subito dopo, senza neanche lasciarci un contatto al quale mandargli l'immagine.

Oook.
Conta comunque come fan.

A metà mattinata inizia a presentarsi qualche complicazione.
È evidente che ci sia un problema di comunicazione: Benny senza occhiali è quasi cieco e ha problemi di manovra con il suo lungo naso; io mi trovo all'interno di una camera per la privazione sensoriale, perché non si sente una parola di ciò che dico e la mia visione periferica è quella di un corridoio a luci spente.
A tratti, i nostri sembrano dialoghi pinteriani tra due scimmiette a carica che suonano i cembali una in faccia all'altra.
Per fortuna ci sono le ragazze free hugs.
Dopo un paio di abbracci, elargiti con tutto l'affetto represso che ho accumulato in questi anni, lo ammetto, mi sento molto meglio.
Benny invece continua a rosicare; il suo tempismo è pessimo.
Due a zero bitch!

Con l'aumentare del pubblico, iniziano a comparire i primi cosplay fatti bene; entrambi riusciamo a posare insieme ai nostri beniamini e, tornata a regnare la serenità nel team Scriptomanti, la situazione si sblocca.


Benny e il suo celebre braccio morto si abbarbicano come mitili vogliosi su una Lara Croft dall'altissimo dettaglio grafico, mentre io riesco a lodare il Sole in compagnia di Solaire di Astora.
Praise the Sun!




Si è fatta ormai ora di pranzo: scattiamo ancora qualche foto promozionale, perché siamo dei professionisti, e poi ci areniamo in modo definitivo sul tappeto rosso, messo a disposizione del pubblico per assistere alla sfilata pomeridiana dei cosplayers
In attesa che cominci, tiriamo fuori le vettovaglie e ci godiamo un picnic al chiuso, circondato dall'affascinante spettacolo di ragazze avvolte in costumi che solo un otaku potrebbe apprezzare, troppo corti o succinti e palesemente non disegnati per sedersi a gambe incrociate senza mostrare dettagli anatomici che solo un ginecologo o una mammografia dovrebbero conoscere.



Chiudiamo il report di questa entusiasmante avventura con le testimonianze di ciò che abbiamo potuto apprezzare girovagando per l'edizione 2015 del Torino Comics.

Insomma, finalmente la galleria con un po' di boobs.
Buona visione.


Photo Gallery by QuickGallery.com

2 commenti:

Emma Pallotta ha detto...

Quest'anno il Torino Comics è stato un piccolo capolavoro! Però ho visto pochi, stand di spade, ce n'erano solo 1500.

Gli Scriptomanti ha detto...

Quest'anno abbiamo visto per la prima volta anche le pistole a retrocarica. Speriamo che nell'edizione 2016 ci siano anche il napalm e le mine antiuomo a forma di action figures.