martedì 28 aprile 2015

Doppio uno, fallimento critico



Mano destra, pollice e indice perpendicolari, dorso della mano appoggiato alla fronte.
Questo è il nostro saluto.

Le Looney Tunes danno il via al viaggio iniziatico assegnandoci il nostro primo animale totemico.
Tifiamo per Wile E. Coyote e odiamo Bugs Bunny.


What's up doc?
Crepa.

Presagi del nostro futuro compaiono sullo schermo di un Telefunken a tubo catodico: ore passate a giocare con impegno a Jupiter Lander sul Commodore 64 dei nostri genitori; a cercare il giusto angolo d'inclinazione; a calibrare con delicatezza l'accelerazione per ottenere l'atterraggio perfetto sulla piattaforma da cinquecento punti.

Sorry no bonus.

Musichetta di sconfitta, e il modulo spaziale che esplode.

Con l'età si matura, si prende coscienza del ruolo di cui ci ha investito l'economia dell'universo e, alla fine, si abbraccia con stoicismo la quest cosmica che ci è stata riservata.
Arriva il tempo di radunarsi sotto un nuovo stendardo, il dodo, e di recitare a gran voce il nostro motto.


Extincta Est Ultima Clade.
L'estinzione è la sconfitta definitiva.

«Facile» Direte voi «competere con un perdente. È sconfitto in partenza». 
E, in buona misura, è vero.
Ma fate comunque molta attenzione: quando ci dirigiamo verso le vostre città, o quando miniamo la virtù delle vostre consorti, trovare rifugio all'interno delle mura e serrare i cancelli, preparandosi all'assedio, potrebbe non rivelarsi una strategia sicura.
Vincente, certo, ma non sicura.
Perché il perdente, di natura, applica la strategia del coyote: mentre il fondo del canyon si fa sempre più vicino, la sua mente è già impegnata a elaborare un altro, strampalato piano.

È un fanatico, quel tipo di persona che, a ogni fallimento, raddoppia gli sforzi pur avendo perso di vista il proprio obiettivo.
E così ci troverete lì, a gettarci come lemmings nel fossato pieno di famelici piranha; a sbattere in continuazione la testa contro le vostre barricate spesse sette piedi.
Senza sosta: di giorno, di notte, durante i banchetti e persino quando uscirete per svuotarci in testa il contenuto del vostro pitale.
Il perdente non si arrenderà mai; accumulerà una disfatta dopo l'altra fino a quando, una mattina, salendo con l'amata sul torrione più alto del castello, per fare sfoggio di tutto il vostro successo, vi accoglierà un cielo sventurato, in cui il bagliore di una nuova alba sarà stato oscurato da una colonna di nera sconfitta, pronta ad abbattersi su di voi come una mossa fallimentare durante una partita inoltrata di Jenga.

Bene.
Quando ciò accadrà, sappiate che quel jaggernaut di angosciante scorno siamo noi.
Stiamo venendo a prendervi.

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