domenica 26 aprile 2015

Sifilide



Nella sala d'attesa di uno studio medico ci sono un russo, un inglese, un polacco, un francese e un italiano.
L'inglese rompe il silenzio indicando il francese: «Oh gosh! Il tuo dito ha un'ulcera so enormous. It's disgusting!»
«Mais oui, sacrebleu! Sono affetto da mal napolitain».
L'italiano si intromette, gesticolando con veemenza: «Ma cosà rici? Ma tu si sciem! Napule ha o' mare, o' sole; avimm a' pastiera! Sient'amme, piuttosto: me song chiavat na' parigina e mo' me song beccat o' mal francese. 'sta zoccola manco usava o' bidet».
Il russo, che stava leggendo una rivista, solleva lo sguardo, e si inserisce nella conversazione: «Da, tovarish. Me successa stiessa cosa, ma io preso male polacco. Guarda mia schiena» e si solleva la maglietta «ora tutta piena di pustoloski».
«Ew. So gross!» Ribadisce schifato l'inglese «Per fortuna, io ho male spagnolo, che è asymptomatic. E tu» chiede, rivolgendosi al polacco «come mai sei qui?»
«Durante l'invasione del '39, mia madre fu violata da un soldato nazista malato. Sono nato con una forma congenita di male tedesco. Frequento spesso le sedute: mi aiutano a tenere sotto controllo il mio stato».
In quel momento, la segretaria seduta presso la scrivania al fondo della stanza solleva la cornetta dell'interfono: «Dottore, i pazienti per il gruppo di sostegno "Amici della Sifilide" sono arrivati tutti. Li faccio accomodare?»

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