sabato 18 aprile 2015

Social Risiko: attacco alla Kamchatka



Quando nel 2009 ci fu lo switch-off definitivo, colsi al volo l'occasione e mi rifiutai di passare al digitale terrestre. Sono ormai sei anni che, quando in allegra compagnia, durante gli aperitivi, si parla di Cielo, di Real Time, di Gordon Ramsay, di Io e i miei parassiti o di Megacostruzioni, non so come rispondere, se non con il più classico ammazza-conversazioni:

Ah, mi dispiace, ma io non ho la televisione.

Silenzio imbarazzato.
E mi stupisco ancora di non aver trovato qualche ragazza che si interessi a me.

Però sto bene, non ne sento la mancanza. 
Della televisione, intendo.
Non ho più una soglia dell'attenzione abbastanza alta per guardare un film da solo, spalmato sul divano; le serie televisive che mi interessano, le recupero in qualche modo in lingua originale, e nel tempo che rimane faccio altro: leggo, scrivo, gioco ai videogiochi, costruisco origami modulari con carta e/o trucioli di legno.

Da poco meno di un anno, ho scoperto gli youtubers: a grandissime linee, visto che non ho le competenze adatte per trattare questo argomento, si tratta di creatori di contenuti che, con cadenza più o meno regolare, pubblicano video sui rispettivi canali di YouTube.
Alcuni riescono addirittura a guadagnare qualche soldo; e scrivo addirittura solo perché, fino a qualche mese fa, non avevo la minima nozione che ciò fosse possibile.
Buon per loro, dico io.

Ce n'è davvero per tutti i gusti: sketch comici (The Jackal, TomSka); gameplay (Sabaku no MaikuQuelTaleAle); approfondimenti sui fumetti supereroistici (quel maledetto Tizio Qualunque che mi ha fatto tornare voglia di leggere Marvel, ora che non posso permettermelo), su manga e graphic novel (cavernadiplatone, DarioMocciaChannel). 
E questi sono solo alcuni tra quelli che sto seguendo.
Uno dei più poliedrici, in giro da più tempo e con un seguito di fan tra i più corposi nella schiera degli youtubers italiani, è senza ombra di dubbio Yotobi: un esordio da recensore ironico di film di serie Z, porta avanti in parallelo un canale a tema videoludico e quello principale, nel quale pubblica diverse sfumature di comicità, da brevi sketch a veri e propri monologhi, i Mostarda.
L'ho fatto scoprire anche al Buon Benny, facendogli guardare la recensione della prima puntata di The Lady.



Tutto questo lungo preambolo per contestualizzare il fatto che, due sere fa, durante una live su Twitch, sito di streaming per videogiocatori, ho sentito nominare per la prima volta Tsu proprio dalle labbra barbo-baffute di Yotobi.

Che cos'è Tsu?
È un social network.
Nato da poco, se ho capito bene, e con l'ambizione di spodestare Facebook dal Trono di Likes.
Detto così, in effetti, sembra impossibile, ed è probabile che lo sia; ciò che mi ha fatto drizzare le antenne è stata la frase il social network che ti paga per pubblicare post.
Con un'espressione simile a questa:
$_$
ho interrogato Google perché mi donasse maggiore conoscenza.

Facebook guadagna dalla pubblicità: fa di tutto perché tu, utente, esprima dei gusti, con i like, con le condivisioni, che diventano statistiche di mercato che regolano la compravendita degli spazi ai lati della tua pagina per piazzarci annunci costruiti su misura per te.
Tsu fa la stessa identica cosa, tra l'altro con un'interfaccia molto simile, visto che ormai l'utente medio è addomesticato e odia dover imparare cose nuove, con la differenza che, per incentivare le attività social, spartisce parte dei profitti con l'utente.
Più pubblichi, più condividi, più interagisci, più amici porti all'interno di Tsu e più guadagni.
Si parla di cifre irrisorie: un comune mortale può guadagnare nell'ordine dei centesimi di dollaro, che è comunque meglio di un calcio sui denti.

Innovazione? Fregatura?
Tsu è un bene? Un male?
Ognuno è liberissimo di farsi la propria opinione a riguardo; noi Scriptomanti, che siamo dei mortaccioni di fame, abbiamo fatto un ragionamento molto pragmatico, parola che associo sempre agli antichi romani: non abbiamo nulla da perdere e tutto da guadagnare, ergo tentar non nuoce.

Eccoci quindi al nocciolo del post, che voleva essere una presentazione un po' più articolata per chi ancora non ne avesse sentito parlare: abbiamo aperto una pagina degli Scriptomanti anche su Tsu.
Per chi di voi volesse provare questa nuova piattaforma, la registrazione avviene "su invito": in pratica, al momento della registrazione, vi verrà richiesto il link di un utente già iscritto.
Il nostro, nel caso vogliate usarlo è il seguente:

http://www.tsu.co/Scriptomanti

Tsu elargisce all'utente un ulteriore guadagno per ogni persona che riesce portare con sé.
Non siamo ingenui, capiamo benissimo come questo sia un meccanismo perfetto per ottenere un enorme passa parola; per quanto ci riguarda, non scriveremo mai contenuti esclusivi per cercare di attirarvi in maniera truffaldina.
Vogliamo solo sfruttare un'ulteriore risorsa a nostra disposizione.
Anche se l'idea del piccolo competitore che sfida la gigante zaibatsu ci intriga parecchio.
E lo sapete da La nicchia dello zio Tibia.
Più è stretta la nicchia, più ci piace.

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