giovedì 16 aprile 2015

Yoh oh oh! E una bottiglia di rum!



Fratelli e sorelle della Filibusta, fatemi sentire un poderoso Arr! scaturire da quelle vostre fauci impastate di grog e devastate dallo scorbuto.

La Urca de Lima!

E non fatevi ingannare dall'appellativo Mozzo, yo no soy marinero, soy Capitan! E ringraziamo Valerio Evangelisti per aver inserito La Bamba nella playlist del musichiere piratesco.
Per chi non avesse colto il guanto di sfida bibliografico, paghi pegno e corra a leggersi Tortuga e Veracruz.
Perciò, quando Capitan Mozzo sbraita un Salta!, non voglio sentire altra risposta che non sia un entusiasta Hop! o Aye!
Claro?



Dopo un lungo peregrinare in questo immenso oceano cyberpunk, sbarchiamo per un attimo presso un approdo sicuro; una nuova Tortuga o Port Royal, a seconda che siate dei fetenti mangiarane o delle persone per bene.
Ma non adagiatevi troppo, ciurma, su quei vostri pigri deretani da terricoli: com'è nostra consuetudine mettiamo piede a terra giusto il tempo di una razzia e, volentieri, che nel gergo marinaresco equivale a "in modo rapido", ripartiamo a rotta di collo verso nuovi e sconfinati orizzonti.

Da saccheggiare.

E quindi eccoci qui, a spiegare a una manica di inetti d'acqua dolce l'ABC della pirateria, a partire dal nostro tanto amato e altrettanto temuto simbolo: il vessillo del caro vecchio Jolly Roger.



Nonostante ne esistano numerose varianti; perché ogni buon Capitano che si rispetti, e che sia in grado di elevarsi al di sopra della becera massa bucaniera per prestigio e ferocia, dovrebbe avere il sacrosanto diritto di distinguersi e di farsi riconoscere con un solo colpo d'occhio; la conoscete tutti: chi non ha mai visto l'inconfondibile bandiera nera con sopra un bel teschio sorridente e un paio di tibie incrociate?
Jolly Roger, appunto.

L'etimologia del nome è controversa: per alcuni farebbe riferimento al termine inglese roger, con l'accezione di vagabondo; non a caso, Old Roger è uno dei nomignoli inglesi del Diavolo. L'origine più accreditata, invece, risalirebbe alla storpiatura anglofona del francese Jolie Rouge; un'insegna scarlatta forse meno nota, ma di sicuro assai più temuta da noi vecchi lupi di mare.

Tutto ebbe origine durante le guerre di corsa di fine Seicento: l'ammiragliato di sua maestà obbligava i propri saccheggiatori a contratto di esibire, durante gli attacchi, la Red Jack, ossia uno stendardo rosso.
Grazie, Capitan Ovvio.
Col passare degli anni, e con la scadenza degli arrembaggi a tempo determinato, molti corsari precari si ritrovarono di botto disoccupati e, avendo ben poche competenze in fatto di guerriglia marketing, non essendo velieromuniti e, soprattutto, avendoci preso gusto ad appiccare fuochi e depredare, decisero di perseverare con le attività che avevano svolto fino a quel momento, ma come liberi professionisti, senza partita IVA.
Insomma, si diedero alla pirateria nuda e cruda.
Portandosi appresso le vecchie tradizioni, continuarono a issare bandiera rossa durante quegli attacchi in cui non sarebbe stata concessa alcuna pietà e, in breve tempo, la Jolie Rouge divenne sinonimo di sangue e morte certa.

Con il passa parola, il nome cambiò forma e cominciò a indicare anche la ben più nota bandiera nera con ossa e tibie bianche; anche se ogni tanto era rappresentata anche una clessidra, perché il tempo di rimettere l'anima a Dio era infine giunto. Quest'ultima, però, era utilizzata più spesso come rudimentale strumento di guerra psicologica: in presenza di Jolly Roger, infatti, era ancora possibile arrendersi. Anzi, spesso veniva issata poco prima dell'attacco, così da poter catturare, magari, una facile preda senza neanche sparare un colpo di cannone.


Ma ormai è da troppo che sto dando aria alle tonsille: voi avete le informazioni fondamentali, mentre io ho la gola secca e le articolazioni delle nocche, spaccate troppo spesso durante risse da taverna, indolenzite per il tanto battere sui tasti di questa lurida tastiera. Mi sembra quindi un ottimo momento per tirar su l'ancora e fare rotta verso un accogliente postribolo che serva copiosi boccali di rum e cosce ben tornite in cui bagnare la lingua e, al tempo stesso, lasciar riposare questi affaticati polpastrelli.

Mi raccomando, fate i bravi che vi tengo d'occhio.
Quello buono, senza benda.
Ahr ahr ahr!

Firmato
Capitan Mozzo

Le scimmie ci ascoltano...

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