giovedì 28 maggio 2015

Le mini avventure di Benny & Mozzo



«Allora ragazzi, sapete già? Che cosa vi porto?»

Tra laboratori sandalisti di scrittura creativa; sfilate cosplay; saloni internazionali del libro e serate live con tanto di supporto teatrante, era un bel po' di tempo che gli Scriptomanti non s'incontravano a ragionar di storie nel loro Valhalla preferito, quel Parnaso da raggiungere a stomaco vuoto, per banchettare con le Muse a colpi di forchetta e cucchiaino.

«Io un centrifugato carote, mele e zenzero. Tanto zenzero» Lo ammetto, è diventata la mia nuova perversione da menù; e con l'arrivo della bella stagione, la sua frescura supera in appeal persino il cheescake.
O la cheescake.
La questione è ancora in sospeso.

«Anche per me un centrifugato, ma io lo prendo mele, sedano e arancio» Come ben sapete, io e il Benny abbiamo opinioni opposte e inconciliabili su un sacco di argomenti; in questa occasione, siamo riusciti a compiere un ulteriore passo avanti aggiungendo alla lista divergente anche la passione per Zingiber officinale.

«No, ma mi piace. Credo solo che nel centrifugato non ci stia bene».
Tsè, come ci si può fidare di un individuo del genere?
Mia nonna diceva sempre chi non beve lo zenzero nel centrifugato, finisce in prigione o dentro un fossato; e si sa, se fa rima, la saggezza popolare ha sempre ragione.

Stavamo ancora discutendo, quando a un certo punto si avvicina al tavolo uno dei ragazzi, con in mano un bicchiere e, nell'altra, il foglietto umidiccio su cui è scritta la nostra ordinazione: appoggia il refrigerante beveraggio a elevato contenuto vitaminico nell'esatto centro del tavolo, equidistante sia da me, sia dal mio compare e, per un istante, ci osserviamo a triangolo come in un tesissimo spaghetti western.
Io guardo Benny.
Benny guarda lui.
Lui guarda me.
La tensione è alle stelle.
Lui getta un'occhiata l'annotazione, forse per trovare un indizio tra gli ingredienti che gli suggerisca quale delle due bevande ha appena consegnato; ma la tenue sfumatura arancione, imputabile sia alle arance, sia alle carote, ci riporta tutti a uno snervante stallo alla messicana.
Sta sudando; si volta verso il bancone: «L'altro sta per arrivare». 
Lo dice così, all'improvviso, forse per prender tempo, forse per distrarci; fatto sta che, non appena entrambi abbassiamo la guardia, la trappola scatta e il giovane si butta in avanti, tirando su una lunga sorsata dalla cannuccia.

«Zenzero. In questo c'è lo zenzero».

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