venerdì 29 maggio 2015

Le mini avventure di Mozzo & Benny



L'argomento all'ordine del giorno era la nostra collaborazione con l'Acrobatico Alfred.

Per chi si stesse domandando Alfred chi?, non abbiate timore, non vi siete persi nulla; noi Scriptomanti siamo soliti circondarci di personaggi bizzarri, spesso immaginari, con l'innata qualità di suscitare inquietudine e abbraccevolezza allo stesso tempo; individui che compaiono così, nelle nostre trame, giusto per destabilizzare la comfort zone del lettore medio, con il suo lavoro monotono e una relazione sentimentale ormai consolidata nel tempo.

Alfred è un cineasta dalla morte facile e con una smisurata passione per le torte al limone; e mentre tu, lettore medio, stai organizzando con la tua dolce metà le ferie d'agosto, noi ieri stavamo elaborando la prima stesura di Operazione Tamango e Mai più baroni, due soggetti horror che abbiamo intenzione di proporgli per la realizzazione di un cortometraggio da girare durante l'estate.

«Siete voi quelli che scrivono».
La mia reazione a un approccio del genere, di solito consisterebbe nello spalancare una ruota a pavone e rispondere Principalmente io; Benny, con il suo pelo, è più che altro una mascotte; ma una cesura così netta alla fine della frase ci aveva trasformato in due piccole canaglie, colte in flagrante durante una marachella.
«Ehm, sì, siamo noi».
E di colpo, taggare Convitto e Lotta di glasse sulla pagina Facebook del bistrot non ci sembrava più una mossa di guerrilla marketing così arguta.
Era lei; ci aveva beccato subito.
Non che sia così difficile, se avete letto i nostri brani.
«Ho letto i vostri brani. Me li hanno mandati via mail».
Ecco, appunto.
Altra pausa, come stare in bilico prima di una discesa a capofitto sulle montagne russe.
Cielo, sono troppo vecchio per reggere questo tipo di emozioni forti.
«Molto belli. Mi sono piaciuti».
Sarò sincero; i complimenti mi mettono sempre un po' in difficoltà: se da un lato è sempre bello sentirseli fare; dall'altro, a costo di passare per falso modesto, mi stupisco ogni volta che qualcuno esterni apprezzamento per le cavolate che scrivo.
In questo, sono simile a Michele.

Però, se sinceri, continuate pure a mandarceli; migliorano di molto le nostre tristi esistenze.
Fine del momento patetismo.
Anche perché, in questo caso specifico, nelle sue parole, nel suo tono così all'apparenza sentenziale, vibrava una minacciosa sfumatura del tipo non osate rifarlo mai più.

In vita mia, giuro di non aver mai assistito a un uso così spregiudicato del punto fermo.
Che donna!

Comunque, alla fine, mentre pagavamo in cassa, siamo stati invitati ad avvertire, nel caso avessimo scritto altri pezzi di convittuale ambientazione.
Nonostante il se proprio non ci tenete alla vita che sentivamo gravare sulle nostre zucche vuote, eccoci qui; non ce lo siamo fatti ripetere due volte.
Fino alla prossima visita, o quando saremo in grado di comunicare mediante un cheescake-segnale nei cieli di Torino, se nel frattempo qualcuno di voi alla lettura fosse in grado di inoltrare a destinazione, saremo ben lieti di sdebitarci offrendovi un caffè.

Tra l'altro, avete mai fatto quel ragionamento Ma i pizzaioli mangiano la pizza? I pasticcieri mangiano i dolci?
Le cameriere di una torteria bistrot usciranno mai a prendere un caffè?
E se sì, dove vanno?
Esisteranno clausole di esclusività sul loro contratto, o potranno indugiare nei locali della concorrenza?
Che per le strade della città sia in atto una violenta guerra invisibile per il controllo delle merende pomeridiane e nessuno ci dice niente?

Nessun commento: