martedì 14 luglio 2015

Lame poetry 101



C'è stato un tempo in cui il Mozzo non abitava questo corpo.

Fu prima dei baci; prima dell'imparare a slacciare reggiseni, anche se da reggere c'era ben poco; prima che le corna mi rendessero, a tutti gli effetti, un vero satanasso.

Già all'epoca avevo problemi di personalità multipla; quello è sempre stato un mio tratto distintivo.
Un marchio di fabbrica.
Nello specifico erano due, ben definite e in costante conflitto tra di loro: Turoldo era dolce, romantico, molto insicuro e troppo spesso avvezzo alla melanconia, risultando lagnoso ai limiti del sopportabile; Scan, diminutivo di Scannaguaglia, era invece un proto-Mozzo più spigliato, ribelle; l'incarnazione del buffone che se ne fotte, reso instabile solo dall'ardente fiamma nichilista dell'adolescenza.

Con loro iniziai a scrivere ma, poiché la prosa arrivò solo durante i primi anni di università, il mio battesimo dell'inchiostro fu celebrato, come immagino accada a molti, con la poesia.
O presunta tale.


Questi quaderni hanno più di quindici anni e contengono tutta la mia produzione del periodo liceale.
Ogni tanto, lo ammetto, li dissotterro e rileggo quei versi vergati in un corsivo orripilante: alcune trovate sono spassosissime; in altri passaggi, invece, stento a riconoscermi.
Fatto sta che, dopo così tanto tempo, sono ormai un'altra persona e il loro contenuto non mi appartiene più.
Perciò, saturi di dissacrante autoironia, possiamo pubblicare senza timore, e farci insieme quattro risate.

Non sarà un'opera omnia, alcune provocano sul serio forti scariche di dissenteria: pensavo di preparare un florilegio, che è il modo fico per dire antologia, e di proporre i singoli testi integrali, senza censure, senza vergogna, in una rubrica apposita intitolata proprio Lame poetry 101.
Eviterei anche qualsiasi tipo di spiegazione o parafrasi all'interno dei post; nel caso, potrete dare il via a un interessante dibattito lasciandoci un commento.
E scrivo al plurale perché anche il Buon Benny ha degli scheletri in rima nell'armadio e, state sicuri, avrete presto modo di leggerli.
Dovessi strapparglieli a forza dal suo corpicino morto e peloso.

Concludiamo quindi questo Script-o-rama con l'episodio pilota, nella speranza che i deliri che ne seguiranno possano essere di vostro gradimento.
Buona visione.

Notte d'amore nella savana

Tra le spire di una passione
Il mio inchiostro
È una bandiera
Senza nazione
Una terra di nessuno
Abitata da ragni sterili.

Grumi formati sulla carta
Riecheggiano
Da una voce altisonante
Come verginità perse
In una notte d'Etiopia.

Fantasie proibite
Corpi nudi che si agitano
Tra le righe
Giacciono sulle pagine
Come poesie d'amore.

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