martedì 11 agosto 2015

Laconico



Quando nasci in una città come Sparta, nella tua vita non c’è spazio per i giri di parole e non c’è tempo per sviluppare la favella che contraddistingue quei rammolliti degli ateniesi. 
Se non dimostri d’esser forte fin da subito, non sei degno di crescere in questa polis. 
Devi uscire dalle pudenda di tua madre urlando come un ossesso fino a quando non riesci ad addentare un capezzolo. 
Devi incassare bastonate, scappellotti, ceffoni, sputi e insulti. 
Se non ti uccide, dice il motto degli opliti lacedèmoni, è perché l’hai ammazzato prima tu. 
Devi imbracciare la lancia, devi maneggiare la spada e devi sollevare lo scudo. 
Credo che abbiate inteso: noi spartani non siamo ciarlieri efebici o mercanti disonesti, siamo guerrieri.

In tutta la Grecia si vocifera che non sia mai esistito uno spartano logorroico. 
È la verità, vi dico; noi non ci perdiamo in giri di parole, ma andiamo dritti al punto. 
Non manchiamo di vocabolario, rispettiamo soltanto la nostra tradizione. 
Per cui vi chiedo di lasciare nelle mani dei più forti tra i greci lo scettro del comando. 
Non ve ne pentirete, perché noi spartani pratichiamo un solo mestiere: quello della guerra.  

La stirpe di Menelao non parla, uccide. 
Perché noi siamo laconici.*

* La fonte del discorso patriottico pronunciato da Ippadone di Sparta nel 420 a.C. davanti agli alleati greci resta incerta. 
L’ipotesi più probabile, avanzata da alcuni dotti cristiani del Medioevo fra i quali spicca il nome di Endraino di Avignone e confermata in epoca moderna da noti grecisti, è che il documento da cui è tratta sia in realtà un falso. 
Ben più attendibile pare la versione dell’episodio noto come “il discorso di Ippadone” che compare in una variante, purtroppo apocrifa, de la Guerra del Peloponneso
Secondo Tucidide le vere parole pronunciate dall’araldo spartano davanti ai dubbiosi alleati furono le seguenti: «Siamo i più forti, capito? Comandiamo noi, altrimenti vi ammazziamo. Aù! Aù! Aù!». 
Alcuni studiosi hanno suggerito che l’aggettivo laconico, indicante un abitante della Laconia, regione greca la cui capitale era Sparta, o la tendenza alla concisione verbale, derivi proprio da questo episodio.

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