mercoledì 23 settembre 2015

23 Settembre 1938



Oxford, 23 Settembre 1938

Cara Ada,

in questi giorni ti scrivo da esule, disturbando la routine quotidiana che tanto ami al solo scopo di sfogare l'irrefrenabile stimolo alla conversazione che, come ben sai, pervade il corpo di tuo fratello come un demone scatenato sin dai tempi della gioventù.

Nel caso te lo stessi domandando, i miei consueti interlocutori hanno decretato, all'unanimità, un embargo nei miei confronti, non rivolgendomi più la parola: lungo i corridoi dell'università fanno finta di non vedermi; mi obbligano a pranzare in solitudine al tavolo della mensa professori; mandano educati messaggi di rifiuto a tutti i miei inviti.

Immagino ti starai domandando la ragione di tale isolamento; e allora lascia che ti racconti, stavo giusto arrivando al punto.

Da un paio di settimane, in seguito ai suggerimenti romantici che mi hai gentilmente elargito nella tua precedente missiva, ho allargato la mia partecipazione agli incontri degli Inklings non solo alle sessioni di discussione, ma anche a quelle di lettura di gruppo; attività che, sai bene, trovo di un'incredibile tediosità.
Devo ammettere però che la contropartita ripaga per intero la dilaniante noia che la mia anima è costretta a patire durante tali riunioni: Loretta, la giovane cameriera del Bird & Baby di cui sono perdutamente innamorato, è infatti sempre presente, dandomi modo di ammirarla per ore e di scambiare con lei deliziosi momenti di incantevole dialogo.

Oh, Ada! È la donna perfetta!
Il suo unico difetto, ma in fondo si dice che persino la divina Afrodite avesse un occhio strabico, si declina in un amore smodato per gnomi, leprecauni e qualsivoglia personaggio del folklore popolare, forse derivante da un'infanzia trascorsa con i nonni irlandesi.
Quest'ardente passione rende la bella Loretta, a tutti gli effetti, la principale ammiratrice di Tolkie, e del suo interminabile Signore degli Anelli.

E qui, mia cara sorella, ci avviamo a premere il tasto dolente: giovedì scorso Loretta non era di turno, confinata a letto a causa di una febbre improvvisa; per l'intera serata mi sono dovuto sorbire genealogie naniche, orfano della sua inebriante figura che, di solito, riesce a mitigare con un oncia di gioia la straziante ordalia costituita dagli incessanti borbottii e schiarimenti di voce che è il professor Tolkien, quando declama il suo orribile operato.

Sul serio, per una buona mezz'ora credo di essermi appisolato, e quando al mio risveglio stava ancora bofonchiando di grammatica quenya, davvero non sono riuscito a trattenermi.
Ne avevo davvero abbastanza di quei fottuti elfi!

In seguito alla mia frustrata esternazione, la serata si è conclusa prematuramente, ammantata da un imbarazzato silenzio; nei giorni seguenti, infrangendo con estremo coraggio l'ostracismo imposto dal resto del gruppo, il buon Warnie mi ha informato della decisione di John di non partecipare più agli incontri in cui sarei stato presente, con la triste conseguenza di non poter più incontrare Loretta, i cui turni di lavoro coincidono sempre con le letture tratte dal noioso mattone di J.R.R.

E quindi, eccomi qui, a trascorrere la serata vergandoti una disperata richiesta di aiuto, poiché negli anni ti sei dimostrata, nonostante tutti i miei titoli accademici, la migliore dei fratelli Dyson nel gestire i rapporti sociali.

In attesa di una tua risposta rivelatrice, che salvi con saggi consigli questo misero omuncolo dalla solitudine universale, ti mando tutto il mio affetto.


Un abbraccio,
Hugo

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