domenica 18 ottobre 2015

Io leggo solo Made in China



China.
Già solo il nome è badass; poi magari vedi anche la foto segnaletica e boom, è amore a prima vista.


Mi sono imbattuto per la prima volta in Mr. Miéville nel 2003, a vent'anni, quando il Salone del Libro di Torino era ancora un'occasione per fare strage di libri scontati e non era insolito ricevere omaggi consistenti, come ad esempio opuscoli con brani estratti dalle novità editoriali.
Allo stand della Fanucci mi rifilarono un fascicolo dall'aspetto anonimo, Perdido Street Station, copertina rosa carne e una minuscola immagine che non ti diceva nulla.
Alla faccia del giudicare un libro dalla copertina.
Lo spiluccai seduto sul 52, durante il viaggio di ritorno; devo ammettere che il primo impatto fu tiepido, non ci capii granché.
Di quel capitolo, mi rimase impresso solo il finale:
"Quando Lin si mise a raccogliere appunti e pronta per uscire, Isaac la trascinò dolcemente contro di sé, sul letto, e baciò la calda pelle rossiccia. Nel suo abbraccio, lei si voltò. Si inclinò appoggiandosi sul gomito e, sotto lo sguardo di lui, il carapace color rubino si aprì lentamente mentre le gambe cefaliche si distendevano. Le due metà della corazza cefalica tremavano leggermente, tenute aperte al massimo. Di sotto la loro ombra allargò le sue bellissime e inutili piccole ali da coleottero. Gli avvicinò le mani, invitandolo ad accarezzare quella parte di lei così fragile, assolutamente vulnerabile, in una dimostrazione di fiducia e di amore che non aveva eguale per una khepri. L'aria tra loro si fece carica. Il pene di Isaac s'irrigidì. Con la punta delle dita seguì le vene sporgenti sulle ali che vibravano piano, osservò la luce che, attraversandole, si rifrangeva in ombre madreperlacee. Con l'altra mano le spiegazzò la gonna, facendo scivolare le dita sulla coscia. Attorno alla mano, le gambe di lei si aprirono, per richiudersi intrappolandola. Lui le bisbigliò proposte sconce e amorose. Sopra di loro il sole si mosse, mandando ombre della finestra e nuvole inquiete a visitare la stanza. Gli amanti non si accorsero che il giorno avanzava."

Ok, si trattava di una scena romantico-erotica; ma lei?
Era una specie di insetto?
Il dubbio rimase in sospeso per qualche mese fino a quando, in uno di quei cestoni del supermercato con libri tutto a 5 euro, non mi ricapitò tra le mani una faccia nota, questa volta assai più succulenta con le sue quasi settecentocinquanta pagine e una quarta di copertina davvero accattivante.
Decisi di investirci parte del mio risicato budget dell'epoca quando, per mantenere il mio ritmo di due letture a settimana, ero praticamente un ospite fisso della Civica Centrale.
Se mi passate la similitudine, lo ingurgitai in soli tre giorni con la stessa, volgare voracità di una pornostar durante un deep throat.


Non avevo mai letto nulla di tanto originale e, nello stesso istante in cui chiusi il volume, iniziai ad attendere con ansia la prossima pubblicazione.
Una sensazione del genere, fino ad allora, l'avevo provata solo per Terry Pratchett.
Durante l'anno che mi separò da La città delle navi, ebbi il tempo di documentarmi un po' sull'autore che mi sfondò le porte per il New Weird con la violenza di un ariete da squadra tattica.

Questo sottogenere, nato negli anni Novanta, trae ispirazione dalle riviste pulp, vedi Weird Tales, ed è caratterizzata dalla volontà di scardinare i canoni del fantasy classico, con una forte connotazione anti-tolkieniana.
Oh! Musica per le mie orecchie.
Tra gli elementi portanti che identificano il New Weird abbiamo: la commistione di generi; con elementi tipici del fantasy, come la magia, mischiati ad altri più fantascientifici o retrofuturistici, come lo steampunk e il dieselpunk e, ancora, l'uso tropi della narrativa horror, con una strizzatina d'occhio in particolare agli scritti di H.P. Lovecraft.
Personaggi e ambientazioni devono risultare strane e originali, ma inseriti in un mondo coerente, dettagliato e verosimile.
Per farvi un esempio, nella Trilogia del Bas-Lag, di cui fa parte Perdido Street Station, invece dei soliti nani, orchi e fucking elves, viviamo le avventure di donne-insetto, uomini-cactus, garuda, e Vodyanoi, popolo acquatico dall'aspetto rospoide in grado di usare la magia per trasformare l'acqua in temporanei oggetti solidi.
Tutto questo in uno scenario urbano post-industriale dove macchine a vapore e intelligenze artificiali convivono gomito a gomito.
Devo aggiungere altro?



Credo non ci sia molto altro da aggiungere, soprattutto per non rovinare la sorpresa a chi volesse ampliare la propria definizione di fantastico e iniziare a leggere qualche opera di colui che è diventato a tutti gli effetti, a causa degli sventurati eventi del 2015, il mio scrittore vivente preferito.
Nel caso vi abbia incuriosito abbastanza, permettetemi qualche suggerimento: se il vostro inglese è più che buono, Kraken, a mani basse; sebbene abbia compreso solo il 75% della storia, perché l'uso dello slang è molto frequente e piuttosto ostico, lo reputo ancora il suo capolavoro, anche se mi mancano un paio di opere per avere una visione d'insieme sull'intera bibliografia.
Se preferite qualcosa in italiano, allora direi, Un Lun Dun, tradotto Il libro magico: meno estremo della Trilogia del Bas-Lag, ma con trovate altrettanto originali, permette di avvicinarsi allo stile di China Miéville senza rimanerne troppo sconvolti.
Tra l'altro, se siete genitori, potrete con questo titolo iniziare anche i vostri figli alla lettura poiché, insieme a Railsea è considerato young adult fantasy.


Concludiamo con qualche breve postilla sul futuro: nel 2016 è prevista la pubblicazione del nuovo romanzo di China, The Last Days of New Paris; le informazioni reperibili sulla Rete fanno sperare bene, quindi hype alle stelle, mentre, per gli amanti delle serie televisive, BBC Two ha annunciato l'adattamento in quattro puntate da un'ora ciascuna di The City & The City, romanzo del 2009, tra quelli che devo ancora leggere, edito in Italia da Fanucci come, per fortuna, La città & la città.
Perché non esiste nulla di più orripilante delle traduzioni in italiano di certi titoli.

Nessun commento: