mercoledì 2 dicembre 2015

Metropolis pt. 2: Scene from a memory (Scene 1-4)



Scene One: Regression



Nicholas non è un neurologo ma sa, a grandi linee, cosa siano i sogni: il cervello si prende una pausa dalla vita cosciente per fare ordine, rielaborare le informazioni.
Ma negli ultimi tempi, qualcosa non va: quella casa; la stanza; il volto della ragazza; sono tutti dettagli che non fanno parte della sua vita, dei suoi ricordi; non sono immagini di un film che ha visto, o di fotografie che gli sono state mostrate.
Sono sconosciuti.
Estranei che lo tormentano nel sonno.
Le occhiaie sul suo volto sono la prova evidente che Nicholas ha raggiunto il limite; sebbene non abbia mai creduto nell'effettiva efficacia dell'ipnosi, relegandola a un elaborato meccanismo di suggestione, alla fine ha ceduto: si è fatto lasciare il contatto di uno specialista, un terapeuta di cui il suocero ha tanto sentito parlare e, a malincuore, ha preso appuntamento per una seduta, oggi pomeriggio.

Close your eyes and begin to relax.
Take a deep breath, and let it out slowly.
Concentrate on your breathing.
With each breath you become more relaxed.
Imagine a brilliant white light above you, focusing on this light as it flows through your body.
Allow yourself to drift off as you fall deeper and deeper into a more relaxed state of mind.
Now as I count backward from ten to one, you will feel more peaceful, and calm.
Ten. Nine. Eight. Seven. Six.
You will enter a safe place where nothing can harm you.
Five. Four. Three. Two.
If at any time you need to come back, all you must do is open your eyes.
One.
«Chiuda gli occhi e inizi a rilassarsi.
Faccia un profondo respiro, e lo lasci andare lentamente.
Si concentri sulla respirazione.
A ogni respiro si rilasserà sempre più.
Immagini una brillante luce bianca sopra di sé; si concentri su questa luce mentre le attraversa il corpo.
Si lasci andare alla deriva, mentre si cala sempre più a fondo in uno stato mentale rilassato.
Mentre conterò all'indietro da dieci a uno, lei si sentirà più in pace, e calmo.
Dieci. Nove. Otto. Sette. Sei.
Sta entrando in un luogo sicuro dove nulla può farle del male.
Cinque. Quattro. Tre. Due.
Se in qualsiasi momento volesse tornare indietro, tutto ciò che dovrà fare sarà aprire i suoi occhi.
Uno».

È una sensazione straordinaria.
Un bagliore caldo e rassicurante avvolge i pensieri di Nicholas; come tuffatasi nelle acque del tempo, la sua mente nuota a ritroso, esplorando i misteriosi abissi del passato.
All'inizio, tutto è confuso: visioni irreali, illusioni; a ogni passo gli sembra di addentrarsi in un labirinto senza uscita; ma poi, poco alla volta, man mano che si avvicina a quella scena ormai così familiare, tutto diventa più chiaro, vivido; i particolari prendono forma e ciò che segue assume i confortanti toni di un montaggio ben noto.
Una sequenza cinematografica.
Ad attenderlo lei, con il suo amichevole sorriso.
Victoria.

Scene Two: I. Overture 1928



1928.
Si balla lo swing e il lindy hop, ma siamo anche alla vigilia del crollo di Wall Street.
Alexander Fleming osserva per la prima volta gli effetti inibitori della penicillina sulla proliferazione batterica, e per le strade inizia a circolare il modello A della Ford.
È il tempo delle grandi imprese aeree: Charles Lindbergh viene insignito della Medaglia d'Onore per il primo volo transatlantico e, nello stesso anno, la traversata verrà effettuata anche da est a ovest, con partenza da Dublino e atterraggio in Canada.
Ma è anche un anno di violenze e tremendi delitti: mentre in Europa i regimi totalitari si stanno diffondendo a macchia d'olio, negli Stati Uniti il serial killer Albert Fish rapisce e uccide Grace Budd, una bambina di soli dieci anni; viene arrestato a Washington, per rapina, Carl Panzram, autore di ventuno omicidi e due cadaveri vengono misteriosamente rinvenuti ad Echo's Hill.

II. Strange Deja Vu



Ogni volta che entra nel sogno, Nicholas si sente strano: un misto di timore e curiosità; come se stesse vivendo un incubo, ma non potesse fare a meno di tentare, per svelarne i segreti più reconditi.

What a pleasant nightmare, and I can't wait to get there again.

Un intero mondo onirico si materializza davanti ai suoi occhi, un'altra vita: gli sembra vera, concreta, anche se ai limiti del campo visivo tutto si fa più incerto, irrisolto; una verità che è lì, ma che ancora non riesce ad afferrare.
Meglio avvicinarsi, e concentrarsi su quegli elementi costanti, inamovibili; i suoi punti di riferimento, sempre lì  ad accoglierlo, illuminati dall'abbagliante luce solare.
Una vecchia casa; la stessa: la tinta della facciata; il numero di piani; lo stile delle finestre; nulla è cambiato dall'ultima volta che si è addormentato.
Percorre con passo deciso il sentiero che conduce all'ingresso: le curve, i rettilinei, il leggero declivio; per essere un costrutto della sua mente il tragitto permane identico; persino il refolo d'aria gelida che ogni volta, soffiando, gli provoca un improvviso brivido lungo la schiena.
Supera la veranda; apre la porta e sale le scale: i gradini, dodici, emettono i soliti scricchiolii, e ormai potrebbe affrontarli anche al buio.
Nella stanza, quelle quattro mura che lo attirano come una calamita, lo specchio.
È inutile avvicinarvisi con circospezione; Nicholas sa già cosa sta per accadere e non può fare nulla per evitarlo: al posto del suo riflesso, la ragazza, giovanissima, quasi una bambina; col passare dei secondi, che sembrano un'eternità, i suoi tratti si fanno sempre più dettagliati, vivi.
La pelle è chiara, pallida; i capelli lunghi e lisci, color del grano; le labbra, rosa scuro, sono composte in un sorriso gioviale che, ormai, non ingannano più nessuno: gli occhi, infatti, sono la tana in cui si nasconde la vera trama che sta tormentando Nicholas; il predatore in agguato che sta dilaniando l'anima sofferente della giovane.

Young child won't you tell me why I'm here?

Il canto di Victoria, la sua risposta, è triste e dolce allo stesso tempo.

Tonight I've been searching for it
A feeling that's deep inside me
Tonight I've been searching for
The one that nobody knows
Trying to break free

I just can't help myself
I'm feeling like I'm going out of my head
Tears my heart into two
I'm not the one the sleeper thought he knew
«Stanotte sono alla ricerca.
È un sentimento che giace in profondità dentro di me.
Stanotte sto cercando ciò che nessuno sa, tentando di liberarmene.

Non posso farcela da sola.
Mi sento impazzire; come se il mio cuore venisse strappato in due.
Io non sono quella che il dormiglione pensa che sia».

Lo specchio si frantuma in mille schegge e Nicholas si ritrova nuovamente sveglio, nel mondo reale.
Nonostante Metropolis, la sua città, lo circondi protettiva, non riesce a evitare di porsi delle domande.
È tutto frutto della propria immaginazione?
Perché quelle immagini continuano a perseguitarlo?
Ma soprattutto, cos'è la strana familiarità che sente ogni volta che viene catapultato in quell'altro mondo?
Autosuggestione?
Sta diventando pazzo?
O c'è di più?
Quell'intenso dejà-vu non sembra un semplice sogno.
Un'altra vita, un'altra realtà.
Nicholas è divorato dai dubbi: sa che c'è un collegamento, una spiegazione che ancora non riesce a comprendere.
Ma non ha intenzione di arrendersi: tenterà ogni alternativa, percorrerà qualsiasi strada pur di giungere alla soluzione.

I just can't help myself
I'm feeling I'm going out of my head
Uncanny, strange dejà-vu
But I don't mind - I hope to find the truth.

Scene Three: I. Through My Words



Quella stessa notte Nicholas non riesce ad addormentarsi.
Si gira e si volta, tra le lenzuola, come un'anima in pena: la mente piena di ragionamenti e logica; il fiato corto; gli occhi sbarrati a sondare il soffitto della camera da letto.
Le gambe di Lisa, sua moglie, lo sfiorano per un momento; si sta agitando nel sonno, forse contagiata anche lei dalla sua irrequietezza.
L'uomo si alza in piedi, in boxer, dirigendosi verso la cucina; apre il frigo per riempirsi un bicchiere con dell'acqua gelida, che contrasti l'afa dell'estate urbana.
Spalanca le porte del balcone, ed esce: la pelle è investita da un muro di aria rovente, mentre alle orecchie viene risparmiato il solito frastuono del traffico notturno; la maggior parte delle persone è in vacanza, lo si capisce dal silenzio, e dal numero di luci spente lungo i piani dei grattacieli.
Nonostante la canicola, c'è una quiete rilassante.
Ed è osservando le stelle, così difficili da scorgere per colpa dell'inquinamento, che Nicholas inizia a intuire, supporre e, per quanto assurdo possa apparire, a credere.
Lui e Victoria sono la stessa persona.
Due incarnazioni dello stesso spirito; declinazioni diverse di una medesima eternità.
Tutto ciò che lei ha visto o sentito nel passato, è inciso in profondità nella memoria di lui; e nel presente, tutto ciò che rimane della ragazza, può infine rivivere attraverso le sue parole.
Uniti, da un legame unico e indissolubile.

All your eyes have ever seen
All you've ever heard
Is etched upon my memory
Is spoken through my words

All that I take with me
Is all you've left behind
We're sharing one eternity
Living in two minds
Linked by an endless thread
Impossible to break

II. Fatal Tragedy



Ancora folgorato dalla propria rivelazione, Nicholas è deciso più che mai ad arrivare fino in fondo alla questione: lo deve a Victoria, e lo deve a sé stesso; deve farlo per soddisfare quell'irrefrenabile bisogno che ha di trovare le risposte celate nei meandri dei propri sogni.
Tutto ha avuto inizio con un inspiegabile pianto che gli risuonava nella testa, ogni volta che andava a letto: è giunto il momento d'indagare e di scoprire infine quale sia il significato di quelle lacrime.
Il mattino seguente, Nicholas richiama l'ipnotista e prende appuntamento per una seconda sessione: questa volta non per rivisitare il sogno, ma per esplorare un ricordo ben preciso.
Un'altra casa.
Un uomo anziano che vive da solo; lo sta attendendo seduto su una panchina a dondolo, nel portico del vecchio edificio: ha i capelli candidi e la pelle scura, bruciata dal sole; indossa vestiti semplici, una salopette di jeans e una camicia blu a righe amaranto; poggia i piedi in vecchi scarponi consumati dal lavoro; un bastone da passeggio semplice, in legno di quercia, gira nella sua mano destra, imprigionato tra il pollice e l'indice chiusi a cerchio.
Ha gli occhi socchiusi dalla miopia, come se avesse difficoltà a vederlo con chiarezza, ma un sorriso affabile gli illumina il volto: si capisce dal primo istante che si tratti di un uomo onesto, di cui ci si può fidare.

Lad did you know a girl was murdered here?
This fatal tragedy was talked about for years
«Ehi amico, lo sapevi che una ragazza è stata assassinata da queste parti?
Di questa tragedia fatale si è parlato per parecchi anni».

Sta parlando di Victoria; ormai è scomparsa per sempre, e di lei rimangono solo i ricordi.
Se n'è andata così presto, così giovane.
La prima reazione di Nicholas è di tristezza: è impossibile sopravvivere alla morte senza l'affetto, il vero amore dei propri cari; ma anche i vivi, con la disperazione e la mancanza di fede, spesso non sono in grado di raggiungere la serenità dello spirito.
Ma è sulla buona strada; nuovi elementi si stanno aggiungendo al mosaico: col proseguire del ricordo, la sua mente continua ad accumulare dettagli, riguardanti la tragedia che, ancora oggi, rimane un mistero rimasto irrisolto.
Nicholas incalza il vecchio, lo interroga: qual è stata la ricostruzione dei fatti? È stato mai reso noto il nome di qualche sospettato? Chi era a capo delle indagini?
L'uomo sulla veranda si alza di scatto, con un'agilità inattesa, e rientra in casa in tutta fretta: «Devi cavartela da solo, figliolo» gli risponde «La verità verrà a galla nei prossimi giorni».
Nicholas viene di nuovo colto dallo sconforto: come potrà raggiungere un punto di svolta senza la verità?
Come potrà concedere la pace alla ragazza, senza sapere cosa sia successo veramente?
Apre gli occhi e si risveglia.
«Nicholas, ti senti male? Vogliamo interrompere la seduta?» Gli chiede il terapeuta, con tono di preoccupazione.
«No, sto bene. Andiamo avanti».
La voce dell'ipnotista torna calma, pacata, rilassante.

Now it's time to see how you died.
Remember that death is not the end, but only a transition.
«È giunto il momento di vedere come sei morto.
Ricorda che la morte non è la fine, ma solo una transizione».

Scene Four: Beyond This Life



Il quotidiano è datato 1928.
Fogli spessi, di carta ormai ingiallita; l'inchiostro è sbiadito, per effetto degli anni, ma ancora leggibile.
A causa delle personalità coinvolte, l'articolo è in prima pagina; un taglio alto a nove colonne.

Headline: "Murder, young girl killed
Desperate shooting at Echo's Hill
Dreadful ending, killer died

Evidently suicide"
Titolo: "Omicidio, giovane ragazza uccisa.
Sparatoria disperata a Echo's Hill.
Tragica la conclusione, muore anche l'assassino.
Evidente suicidio".

Un testimone, il senatore degli Stati Uniti Edward Miracle Baynes, così soprannominato per essere riuscito a ottenere l'elezione nonostante una serie di scandali famigliari, udito un tremendo suono, è accorso sul luogo del misfatto trovando la donna stesa a terra, già morta.
A fianco del corpo esanime, un uomo: agitato; nervoso, in preda a forti tremori.
Impugnava nella mano destra una pistola: il testimone dichiara di aver tentato di prestare soccorso, ma l'aggressore ha subito rivolto l'arma contro sé stesso, facendo fuoco.
Il corpo senza vita dell'omicida è rovinato su quello della povera ragazza; dopo un grido di addolorato sconforto, il senatore Baynes ha subito riacquistato la lucidità ed è corso al primo telefono pubblico per chiamare i soccorsi.
La triste conclusione di una storia d'amore finita in tragedia.

Le azioni passate si ripercuotono nel presente; e chi siamo stati ci plasma in ciò che siamo oggi: leggendo il resoconto dei fatti, nella mente di Nicholas si aprono nuovi spiragli nascosti; nuovi ricordi; particolari cruciali che si sottopongono infine al cono di luce della memoria.
Victoria era alla ricerca del vero amore, quello eterno, ma Julian, il suo uomo, non era dello stesso avviso: quando cominciò a frequentare compagnie poco raccomandabili e a intraprendere uno stile di vita autodistruttivo, fatto di alcol, droghe e gioco d'azzardo, lei fu costretta a lasciarlo.
Continuava a ripetere che non avrebbe mai potuto amare un poco di buono: se solo lui avesse provato a cambiare, a diventare una persona migliore allora, forse, ci sarebbero stati i presupposti per una riconciliazione e una buona ragione per perdonarlo.

Si è trattato di un delitto passionale?
C'è stata colluttazione? La vittima ha cercato di difendersi?
Il testimone ha rinvenuto a terra un coltello a serramanico, e tutti gli indizi sulla scena del crimine conducono alla conferma di tale ipotesi.
L'appuntamento era quindi un'esca, predisposta per attirare la ragazza?
Faceva tutto parte di un piano premeditato dal carnefice?
La vittima era ignara di cosa stava per accaderle o aveva qualche sospetto?
Col proseguire delle indagini, gli inquirenti trovarono una nota scritta a mano nella tasca posteriore dei pantaloni dell'assassino: apparentemente la lettera di un suicida che, persa per sempre la persona amata, spiega le drammatiche motivazioni del proprio gesto.

I feel there's only one thing left to do
I'd sooner take my life away than live with losing you
C'è una sola cosa che posso fare.
Preferirei togliermi la vita che continuare a vivere sapendo di averti persa.

«Basta, vi prego. È troppo!»
«Va bene, Nicholas». Gli risponde condiscendente l'ipnotista «Per oggi fermiamoci qui».
Nicholas si risveglia e, ancora, gli avvenimenti del passato si rinnovano nel presente, perché ciò che ha appreso della sua precedente esistenza si riversa, come un inarrestabile fiume in piena, nella sua vita, quella odierna.
Nel mondo reale.

Nessun commento: